Viognier deriva dal nome celtico vidu che significa “bosco”, lo stesso nome da cui deriva il toponimo savoiardo Vions divenuto Vione nel 1365[3]. Nel 2004, un’analisi del suo DNA, effettuata dai ricercatori dell’Università della California a Davis, ha dimostrato la sua origine alpina grazie ad una vicinanza genetica con un vitigno del Piemonte, il Freisa, a sua volta geneticamente apparentato con il Nebbiolo.Con le uve del Viognier, si producono vini di grande qualità, grassi, molto profumati, dalle note floreali (violetta) o fruttate (mango, albicocca) molto pronunciate. Allo stadio di maturità ideale, esso libera dei tocchi di muschio, di pain d’épice e di tabacco. Sensibile all’ossidazione, è un vino che va bevuto giovane. Il Piemonte D.O.C. Viognier Viò di Caldera  ha un colore giallo brillante con sfumature verdoline, un profumo delicato di fiori d’arancia, acacia, frutta fresca con note tropicali. Il suo sapore è morbido, vellutato, armonico, di buon corpo e lunga persistenza.

Tradizionalmente, i vini prodotti con le uve del Viogner si apprezzano in abbinamento con i pesci di fiume, i gamberetti à la nage, le quenelle di lucciolo, e i crostacei (aragosta, conchiglie di San Giacomo in padella) o con la carne bianca. Sono indicati anche con un formaggio di capra, la Rigotte de Condrieu, o anche con gli asparagi.

Inoltre, per i loro aromi e le loro note fruttate, accompagnano i cibi speziati della cucina thailandese e vietnamita. È possibile che le note floreali di alcuni di questi vini ricordino quelle del sakè, o vino di riso. Per questo motivo, sono consigliati con il sushi e il sashimi.

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